Il sindaco di Taranto ha ordinato ad Acciaierie d'Italia Energia di fermare entro 30 giorni la centrale elettrica che alimenta lo stabilimento ex Ilva. Il termine decorre dal 13 aprile. Se l'ordinanza viene confermata, il polo siderurgico rischia il blocco completo.

Il principio di precauzione diventa strumento esecutivo

L'ordinanza si fonda sul principio di precauzione ambientale dell'articolo 3-ter del Codice dell'Ambiente. Quando esistono incertezze o dubbi ragionevoli sui rischi per la salute, le autorità possono intervenire anche senza certezza scientifica assoluta. In questo caso, il Comune di Taranto lo ha utilizzato per imporre la chiusura di un impianto che garantisce l'energia a tutto il ciclo produttivo.

Le anomalie tecniche sono significative. Il 17 marzo scorso, durante il secondo turno, sono state rilevate irregolarità gravi legate alla bassa pressione dell'altoforno, che hanno portato allo stop forzato della centrale Cet3. Gli interventi di manutenzione programmati sulla Cet2 non sono stati completati. Il quadro tecnico è fragile, quello normativo sempre più stretto.

Tribunale di Milano e scadenza agosto 2026

A ciò si aggiunge la decisione del Tribunale di Milano, che ha fissato al 24 agosto 2026 il termine ultimo: se entro quella data non saranno garantiti i diritti alla salute dei cittadini, l'area a caldo dello stabilimento dovrà fermarsi. I sindacati si sono autoconvocati a Palazzo Chigi. La gestione commissariale non ha ancora presentato un piano credibile per continuare la produzione rispettando i limiti ambientali.

La questione è evidente: senza una centrale elettrica funzionante non c'è acciaio. Senza un piano per rientrare nei parametri sanitari entro agosto 2026 non c'è futuro industriale. La vicenda Ilva rappresenta da anni un equilibrio instabile tra normativa ambientale, realtà industriale e occupazione. Ora i margini di manovra si sono ridotti a una finestra di poche settimane. Chi considera questa una semplice ordinanza locale sottovaluta quanto sia sottile il filo che sostiene uno dei maggiori poli industriali d'Europa.

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