La Commissione europea ha approvato la joint venture tra Eni e Khazna Data Center Holdings. L'operazione prevede la realizzazione di un polo dedicato ai data center in Lombardia, con una capacità iniziale di 500 MW destinata a infrastrutture di calcolo per l'intelligenza artificiale.
Energia e data center: il nodo della capacità
Il progetto punta a costruire un campus per carichi di lavoro ad alta densità computazionale. L'obiettivo è raggiungere 1 GW di capacità IT complessiva sul territorio italiano. Eni apporta competenze sul versante energetico — gas, generazione, reti — mentre Khazna, operatore emiratino, si occupa della progettazione e della gestione delle strutture fisiche.
Il timing coincide con la crescita della domanda di potenza dedicata al calcolo AI. I principali hyperscaler stanno acquisendo capacità elettrica nei Paesi europei che garantiscono stabilità di rete e tempi certi di autorizzazione. L'Italia non è storicamente tra i primi della lista, ma la partnership con un grande gruppo energetico accelera l'iter burocratico.
Impatto su bilancio Eni e piano industriale
Per Eni la mossa rappresenta un'estensione logica del business energetico verso settori ad alto tasso di crescita. I data center consumano quantità enormi di elettricità — un campus da 500 MW equivale al fabbisogno di una città media — e richiedono forniture continuative senza interruzioni. Sul piano industriale, l'investimento si inserisce nella strategia di diversificazione annunciata nei piani quadriennali.
L'approvazione europea è arrivata senza condizioni. Il via libera sblocca la fase esecutiva: cantieri, accordi con i fornitori di componentistica, contratti di fornitura elettrica. Sul mercato il titolo Eni ha reagito in linea con il settore energetico, senza scostamenti significativi legati alla notizia.
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