La Guardia di Finanza ha chiuso un giro di controlli sugli affitti brevi che restituisce cifre precise: 7 evasori totali, oltre 750.000 euro di redditi mai dichiarati, 32 strutture ispezionate tra Roma, lago di Garda e zone montane del Bresciano. Non è un'operazione dimostrativa — è il risultato di verifiche incrociate su portali di annunci, registri comunali e movimenti bancari.

Cosa hanno trovato tra Trevi e le sponde del Garda

A Roma, nei pressi della Fontana di Trevi, hanno scoperto un albergo abusivo distribuito su cinque piani: trentacinque stanze operative, nessuna autorizzazione, nessuna traccia fiscale. Sul Garda e nelle località montane bresciane hanno individuato 13 violazioni delle norme regionali sulle case vacanza — strutture attive su Airbnb e Booking che risultavano inesistenti nei registri ufficiali.

Il punto è che ormai la tecnologia di controllo incrociato funziona. Le Fiamme Gialle partono dagli annunci online, verificano i CIN (codici identificativi nazionali) e incrociano con le dichiarazioni dei redditi. Chi pensava bastasse mettere un annuncio su una piattaforma straniera per restare invisibile si sbagliava — e adesso paga arretrati, sanzioni e, in alcuni casi, si trova con un immobile sequestrato.

Il timing non è casuale

L'intensificazione dei controlli coincide con due fattori. Primo: il Giubileo a Roma, che porta flussi turistici massicci e fa emergere capacità ricettiva sommersa che altrimenti resterebbe sotto traccia. Secondo: l'entrata a regime del database nazionale sugli affitti brevi, che ha reso tecnicamente più semplice incrociare i dati.

Il risultato pratico è che chi gestisce affitti brevi senza dichiarare è esposto a verifiche rapide. Non serve più l'ispezione fisica — basta confrontare il CIN dichiarato con quello dell'annuncio. Se manca, o se i ricavi dichiarati non coincidono con le prenotazioni, scatta il controllo approfondito.

Tra l'altro, 750.000 euro su 7 evasori totali fanno una media di oltre 100.000 euro a testa di reddito non dichiarato. Non sono affitti occasionali — sono attività imprenditoriali vere e proprie gestite in nero.