I negoziati tra Stati Uniti e Iran restano fermi. La tregua scade senza che nessuna delle parti accetti di sedersi a un tavolo. Wall Street reagisce come previsto quando lo Stretto di Hormuz torna al centro del dibattito: vendite concentrate, petrolio in rialzo, futures dell'azionario americano sotto pressione.
Il Dow Jones futures ha perso 455 punti durante le contrattazioni pre-apertura del fine settimana, un calo dello 0,92% che porta l'indice a quota 49.186. L'S&P 500 futures segna -0,72%, il Nasdaq 100 -0,68%. Niente di catastrofico, ma sufficiente per cancellare parte dei guadagni della settimana precedente.
Quando il greggio sale, qualcuno si muove
Il WTI ha superato i 90 dollari al barile. Il gas naturale ha seguito lo stesso movimento. Il mercato energetico sembra muoversi con due settimane di anticipo rispetto alla politica. Le forniture non sono ancora a rischio concreto, ma gli operatori scaricano equity e si posizionano su materie prime.
Trump ha scritto su Truth Social che l'Iran «farebbe meglio a prendere sul serio la situazione al più presto». Non è una minaccia velata, è una comunicazione diretta. Il mercato si comporta di conseguenza: riduzione dell'esposizione sulle azioni, aumento delle posizioni sul petrolio, attesa.
Fed e utili aziendali: gli altri due temi sul tavolo
Nel frattempo inizia la stagione delle trimestrali e Kevin Warsh, designato da Trump alla presidenza della Federal Reserve, sostiene la sua audizione di conferma davanti alla Commissione bancaria del Senato. In una settimana normale, questi due elementi sarebbero al centro dell'attenzione. Oggi restano sullo sfondo.
Gli investitori sanno che la direzione dei tassi e i risultati aziendali contano. Ma quando c'è tensione su un'area che pesa per il 20% dell'offerta petrolifera mondiale, tutto il resto passa in secondo piano. Per ora il mercato sconta un peggioramento della situazione. Se arrivano segnali diversi da Islamabad, il movimento si inverte in poche ore. Se non arrivano, il WTI trova il prossimo supporto molto più in alto.
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