Il generale Roberto Vannacci ha depositato un pacchetto di proposte economiche che vanno oltre i temi identitari che lo hanno reso noto. Al centro ci sono due misure: un taglio fiscale per le piccole e medie imprese e un programma di mutui a bandiera italiana.

Meno tasse per le Pmi, modello già visto

La riduzione della pressione fiscale sulle imprese sotto i 50 dipendenti non è una novità. È il punto che ogni forza politica fuori dal governo tira fuori quando deve presentare una proposta economica. Il problema non è mai stato il principio — tutti sanno che le Pmi italiane pagano troppo — ma trovare le coperture senza spostare il carico su altri. La manovra 2025 ha già toccato il cuneo fiscale e alzato il tetto della detassazione delle mance per i camerieri dal 25 al 30%. Lo spazio di manovra è limitato, a meno di non tagliare altrove.

Vannacci non specifica né l'aliquota né la platea esatta. Senza numeri, resta un'intenzione generica. Il vero test sarà capire se propone un taglio orizzontale o selettivo per settore, e soprattutto dove reperisce le risorse.

Il mutuo tricolore: modello ungherese o francese?

L'idea del mutuo nazionale richiama schemi già attivi in altri Paesi europei, dove lo Stato garantisce condizioni agevolate su alcuni prestiti immobiliari. In Ungheria esiste un programma di sostegno diretto alle famiglie con figli. In Francia sono stati introdotti incentivi per i mutui verdi. L'impianto potrebbe funzionare, ma serve una struttura: chi eroga, chi garantisce, quali condizioni di accesso, quale tetto di reddito.

Anche qui mancano i dettagli operativi. Se l'obiettivo è facilitare l'acquisto della prima casa per giovani coppie o lavoratori autonomi, il programma va calibrato su fasce di reddito precise e su immobili con tetti di prezzo. Altrimenti diventa un sussidio indistinto che gonfia i prezzi invece di abbassarli.

Politica o economia?

Vannacci si muove su un terreno che non è il suo tradizionale. Le proposte economiche servono a dare spessore a un profilo costruito finora su temi di ordine pubblico e immigrazione. Il rischio è che restino slogan senza attuazione concreta, come spesso accade quando un movimento politico giovane prova a coprire tutti i capitoli di un programma di governo.

Per ora sono linee generali. Il mercato — e gli elettori con mutuo in corso — vogliono vedere i numeri.

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