Thales Alenia Space ha firmato con l'Agenzia Spaziale Europea un contratto da 402 milioni di euro per lo sviluppo di due satelliti Sentinel-1, denominati C e D. La joint venture tra Thales (67%) e Leonardo (33%) rafforza così il proprio ruolo nel programma Copernicus, il più grande sistema di osservazione terrestre mai realizzato.
Cosa fanno i Sentinel-1
I satelliti Sentinel-1 operano con radar ad apertura sintetica (SAR), una tecnologia che consente di acquisire immagini della superficie terrestre indipendentemente dalle condizioni meteorologiche e dall'ora del giorno. Monitorano i movimenti del suolo, i ghiacci marini, le foreste e le inondazioni. I primi due satelliti della serie sono già in orbita dal 2014 e dal 2016. Questi nuovi modelli C e D garantiranno la continuità operativa del sistema, poiché i satelliti attualmente in orbita hanno una vita utile limitata.
L'ordine arriva in un momento in cui l'Europa cerca di consolidare l'autonomia tecnologica nel settore spaziale, soprattutto dopo le tensioni geopolitiche degli ultimi anni, che hanno evidenziato quanto sia strategico controllare infrastrutture critiche come i sistemi di osservazione satellitare.
Attività parallele
Nello stesso periodo, Thales Alenia Space ha siglato un altro contratto con l'ESA da 26,1 milioni di euro per lo sviluppo dei telescopi della missione LISA (Laser Interferometer Space Antenna), un progetto che punta a rilevare onde gravitazionali dallo spazio. Si tratta di due filoni di attività distinti: da un lato l'osservazione terrestre operativa, dall'altro la ricerca scientifica di frontiera.
Per Leonardo, che detiene il 33% della joint venture, questo tipo di contratti rappresenta una componente stabile del business spaziale. Non movimenti speculativi, ma flussi di ricavi pluriennali legati a programmi istituzionali. Thales Alenia Space ha chiuso il 2023 con ricavi consolidati di circa 2,2 miliardi di euro e impiega 8.600 persone in 17 sedi distribuite tra Europa e Stati Uniti.
Dal punto di vista operativo, questi contratti si traducono in commesse distribuite su più anni, con milestone di pagamento legate alle fasi di sviluppo. Il mercato istituzionale spaziale europeo rimane uno dei pochi settori dove la visibilità sui ricavi futuri è ancora relativamente elevata.