La robotica in Italia vale ormai 3,5 miliardi di euro l'anno. Non è un dato da passare sotto silenzio: segnala che l'automazione sta uscendo dai laboratori per entrare nelle fabbriche, negli ospedali e perfino nelle cucine industriali.
L'ingresso di STMicroelectronics, Fondazione Enea Tech, Biomedical e Spotinvest nel capitale di Oversonic — start-up specializzata in robotica cognitiva — conferma che gli investimenti si stanno orientando verso applicazioni concrete. Non si parla più solo di bracci meccanici che saldano lamiere: qui si ragiona su macchine che riconoscono oggetti, interpretano ambienti e prendono decisioni.
Tre settori in espansione
Il mercato si sta strutturando attorno a tre comparti principali. Il primo è l'industria manifatturiera, dove la robotica resta il perno della produttività: linee di assemblaggio, magazzini automatizzati, controllo qualità. Il secondo è la sanità, con robot chirurgici e sistemi di supporto alla diagnostica sempre più accessibili anche per strutture di medie dimensioni. Il terzo è il settore alimentare, dove l'automazione riduce i costi del lavoro e garantisce standard igienici più alti.
A livello globale, il mercato è diretto verso i 44 miliardi di dollari entro il 2035. L'Italia pesa ancora poco in termini assoluti, ma la velocità di crescita della spesa interna mostra che le aziende stanno comprendendo dove conviene investire.
Quando l'investimento diventa strutturale
La differenza rispetto a cinque anni fa è che oggi la robotica non è più percepita come un lusso tecnologico, bensì come una scelta economica razionale: ridurre il costo del lavoro, accelerare i processi, abbattere gli errori. In settori dove il margine operativo è stretto, l'automazione diventa l'unica strada per restare competitivi.
Il coinvolgimento di STMicroelectronics in una realtà come Oversonic non è casuale: chi produce chip sa che il valore si è spostato dall'hardware puro all'integrazione tra elettronica e intelligenza artificiale. I robot che verranno venduti nei prossimi anni non saranno macchine programmate, ma sistemi che apprendono.
Il mercato italiano della robotica vale oggi quanto un'azienda di medie dimensioni quotata. Ma la direzione è chiara: tra dieci anni quel numero sarà moltiplicato, e chi non avrà investito in automazione si troverà fuori mercato.
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