Piemonte e Toscana hanno completato l'allocazione dei fondi. In Piemonte sono stati attivati 39 mila progetti per oltre 10 miliardi, con l'obiettivo centrato al 100%. La Toscana si trova nella medesima situazione. Il resto del paese insegue con tempi che si accorciano.

La scadenza è il 30 giugno 2026. Tra poco più di un anno tutto deve essere concluso: ospedali rinnovati, infrastrutture digitali operative, interventi ambientali completati. Non basta aver speso i soldi — serve il certificato di esecuzione lavori. Ed è qui che la pressione sale.

I numeri veri: chi corre e chi arranca

Il ministro Foti ha definito la fase attuale come cruciale. Migliaia di cantieri sono aperti e i fondi sono stati assegnati, ma il completamento dei lavori è un altro discorso. La circolare del MEF pubblicata a novembre ha chiarito quali progetti richiedono la certificazione finale: non conta solo l'avvio, conta chiudere.

Il Piemonte, con 39 mila progetti attivati per 10 miliardi, dimostra cosa significhi organizzazione territoriale. La Toscana replica lo stesso schema. Altre regioni hanno allocato le risorse, ma restano indietro sul cronoprogramma effettivo dei lavori.

I settori principali sono sanità, transizione ecologica, sostegno alle imprese e digitalizzazione della PA. Tutti ambiti dove il tempo tecnico di realizzazione non si comprime facilmente.

Il nodo dei comuni e la nota ANCI

I comuni hanno ricevuto un quadro più definito grazie alla nota ANCI, che ha tradotto in termini operativi le indicazioni del MEF. Ma ricevere istruzioni chiare a inizio 2025 per chiudere tutto entro metà 2026 non rappresenta esattamente una pianificazione confortevole.

Il problema non è solo burocratico. Molti interventi richiedono autorizzazioni, gare d'appalto già assegnate con tempi di esecuzione stretti e imprese edili impegnate su più fronti contemporaneamente.

Sul piano concreto: se un comune ha avviato la ristrutturazione di una scuola o un ospedale nel 2024, deve chiudere i lavori, collaudarli e certificarli entro giugno 2026. Ogni ritardo rischia di trasformare un progetto finanziato in un buco nei conti dell'ente.

La corsa è iniziata da tempo, ma adesso entra nella fase in cui i margini di recupero si assottigliano. Piemonte e Toscana hanno fatto i compiti per tempo. Per molti altri territori, i prossimi diciotto mesi determineranno se i fondi europei si tradurranno in opere finite o in rendicontazioni incompiute.

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