L'Italia vanta un primato tecnologico poco noto: la leadership mondiale nella produzione di cavi superconduttivi per applicazioni industriali e trasmissione di energia. Uno studio appena pubblicato su Nature lo conferma, certificando il ruolo dell'industria italiana in un settore che potrebbe rivoluzionare il trasporto elettrico.

Il vantaggio italiano sul diboruro di magnesio

Il punto di forza risiede nella tecnologia basata su MgB2 (diboruro di magnesio), dove le aziende italiane hanno sviluppato un processo brevettato per realizzare cavi flessibili con capacità di trasmissione superiori ai sistemi tradizionali. L'azienda Asg fornisce questa tecnologia anche al CERN, il che testimonia la qualità del prodotto.

Un singolo cavo superconduttivo made in Italy installato per il trasporto di energia può ridurre dispersioni e dissipazioni per l'equivalente di 150.000 tonnellate di CO2 all'anno. Non è un dato marginale considerando che la rete elettrica italiana perde mediamente il 6-7% dell'energia trasportata sotto forma di calore durante la trasmissione.

Applicazioni industriali oltre la rete elettrica

Oltre alla trasmissione di energia rinnovabile, i cavi superconduttivi italiani vengono impiegati in macchine sperimentali per la fusione nucleare — COMPASS-U a Praga e DTT a Frascati — e in altri acceleratori di particelle. Sono applicazioni di nicchia ma ad altissimo valore aggiunto, dove l'Italia compete con Germania e Giappone con risultati rilevanti.

La certificazione su Nature giunge in un momento in cui l'Europa cerca di ridurre la dipendenza tecnologica dall'Asia su componenti critici per la transizione energetica. Disporre di un'industria domestica competitiva sui superconduttori non è scontato e potrebbe diventare un asset strategico se i piani di elettrificazione del continente dovessero accelerare nei prossimi anni.

Contenuto a scopo informativo e divulgativo. Non costituisce consulenza finanziaria.