Oltre 8 bancari su 10 di Intesa Sanpaolo hanno aderito volontariamente al LECOIP 2026-2029, il piano di incentivazione a lungo termine del gruppo. L'adesione esatta raggiunge l'83,7% dei potenziali destinatari.

Si tratta di un livello superiore alla media dei settori bancario italiano, che si aggira intorno al 70-75% quando i piani sono su base volontaria.

Come funziona il meccanismo

Il LECOIP lega parte della retribuzione variabile del personale al raggiungimento di obiettivi strategici di lungo periodo della banca. Non è un bonus annuale: l'orizzonte è quadriennale, con erogazione differita.

Il dipendente che aderisce rinuncia a una parte del variabile immediato in cambio di strumenti finanziari (azioni Intesa o quote di OICR per alcune figure specifiche) che maturano solo se la banca centra i target del piano industriale.

L'adesione così alta segnala due elementi. Primo: la fiducia interna nei numeri del piano. Secondo: la struttura retributiva del gruppo è costruita in modo da rendere conveniente l'adesione rispetto all'alternativa.

Perché conta per il mercato

Un'adesione superiore all'80% significa che la maggioranza dei dipendenti con responsabilità operative crede nelle prospettive di redditività della banca. Non è un elemento neutro nella valutazione della credibilità di un piano industriale.

Per l'azionista, questo schema riduce il rischio di comportamenti orientati al breve termine da parte del management intermedio. Se il variabile matura in quattro anni e dipende dai risultati complessivi, gli incentivi risultano allineati.

Intesa ha una capitalizzazione superiore ai 60 miliardi di euro e distribuisce dividendi con regolarità dal 2014. Il piano di incentivazione conferma una gestione del personale strutturata, elemento rilevante nel confronto dei multipli con altre banche europee di dimensioni analoghe.

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