Icop ha modificato i termini dell'offerta pubblica di scambio su Trevi, portando il rapporto di cambio a 0,165 nuove azioni Icop per ogni titolo Trevi. Il miglioramento è del 24,1% rispetto alla proposta iniziale di giugno, quando il rapporto era fissato a 0,133. L'operazione resta interamente in azioni, senza esborso di cassa.

La mossa risponde a Webuild

Il rilancio arriva dopo l'ingresso in campo di Webuild, che ha proposto un'offerta in contanti a 4,50 euro per azione. Due proposte diverse per struttura: Icop scommette su una crescita congiunta e chiede agli azionisti Trevi di diventare soci del gruppo combinato. Webuild compra e chiude, senza condividere il rischio industriale.

Trevi ha chiuso l'ultima seduta a 4,76 euro, sopra entrambe le offerte a valori spot. Il mercato sembra aspettarsi un ulteriore rilancio oppure intravede margine per un esito diverso dalla semplice adesione alla prima proposta disponibile.

Delisting programmato

L'obiettivo dichiarato di Icop è il delisting di Trevi da Piazza Affari. L'integrazione industriale nel settore dell'ingegneria e delle fondazioni speciali ha senso: le sinergie operative esistono, così come la sovrapposizione geografica. Resta da capire se gli azionisti di minoranza preferiranno liquidità immediata o partecipazione a un progetto di lungo periodo in un settore ciclico e capital intensive.

Nei prossimi giorni scopriremo se l'aumento del 24% basta per concludere l'operazione, oppure se Webuild deciderà di alzare ancora. Per ora Icop ha fatto la sua mossa: il tavolo è di nuovo aperto.

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