Le borse europee hanno chiuso la seduta in territorio negativo, con Milano che ha ceduto il 3% sull'onda delle tensioni in Medio Oriente. Lo spread tra BTP e Bund tedeschi ha superato quota 100 punti base, riflettendo l'aumento dell'avversione al rischio sui titoli periferici.
Petrolio sopra 100 dollari, oro ai minimi
Il Brent ha superato i 100 dollari al barile, mentre il gas naturale europeo è tornato sopra i 60 euro per megawatt/ora. Sorprende invece il comportamento dell'oro: anziché salire come ci si aspetterebbe in una fase di stress geopolitico, il metallo giallo ha perso terreno portandosi ai minimi degli ultimi quattro mesi. Non è la reazione automatica da bene rifugio che di solito si osserva quando i mercati tremano.
Tokyo ha chiuso con un -3,48%, la peggiore performance tra le principali piazze asiatiche. Il quadro generale è quello di un mercato che sta scaricando posizioni su più fronti simultaneamente, senza distinzioni nette tra asset rischiosi e strumenti difensivi.
Tim vola su OPA di Poste Italiane
In controtendenza rispetto al listino, Telecom Italia ha registrato un rialzo significativo dopo l'annuncio dell'offerta pubblica di acquisto totalitaria lanciata da Poste Italiane, finalizzata al delisting del titolo. L'operazione rappresenta uno dei movimenti più rilevanti nel settore delle telecomunicazioni italiane degli ultimi anni.
Sul fronte dei tassi, la Federal Reserve ha mantenuto invariato il costo del denaro, ma il messaggio non ha calmato i mercati. L'incertezza legata all'escalation in Iran pesa più delle indicazioni prospettiche delle banche centrali. Quando il rischio geopolitico sale in questo modo, i flussi diventano imprevedibili e le correlazioni tradizionali saltano. Il dato da tenere d'occhio ora è il comportamento dello spread italiano: superati i 100 punti, il livello successivo che conta davvero è 120.
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