La benzina ha superato i 2 euro al litro. Il gasolio è a 2,136 euro. Numeri che pesano sul portafoglio di chiunque guidi, ma la vera domanda è: dove vanno questi soldi?
Il punto non è solo che i prezzi salgono. È capire la struttura di quello che paghi ogni volta che riempi il serbatoio. E i conti sono più chiari di quanto sembri.
La struttura del prezzo: accise e IVA pesano per due terzi
Su un litro di benzina a 1,73 euro (prezzo self recente prima dell'ultimo rialzo), 0,73 euro sono accise fisse. Altri 0,39 euro circa sono IVA al 22%, calcolata sul totale. Significa che il 66% del prezzo finale è tassazione. Il restante 34% copre il costo del greggio, la raffinazione, la logistica e il margine della distribuzione.
Il Brent al 28 agosto era a 89,45 dollari al barile, in calo dello 0,28%. Eppure i prezzi alla pompa continuano a salire. Il motivo sta nel cambio euro-dollaro, nelle quotazioni dei prodotti raffinati e nei costi di trasporto — variabili che si muovono indipendentemente dal petrolio grezzo.
Perché continuano a salire anche con il greggio stabile
Il greggio rappresenta il 23% del prezzo finale. Quando scende di qualche punto percentuale, l'impatto alla pompa è minimo. Quando sale, invece, si vede subito. È un'asimmetria che funziona sempre a sfavore di chi compra.
In più c'è il cambio. Se l'euro si indebolisce sul dollaro, il costo del barile in euro sale anche se il prezzo in dollari resta fermo. E poi ci sono i margini di raffinazione, che dipendono dalla domanda di benzina e gasolio, non solo dal greggio. Quando la capacità di raffinazione è sotto pressione, i margini si allargano.
Cosa aspettarsi nelle prossime settimane
Se il Brent resta sotto i 90 dollari e il cambio euro-dollaro si stabilizza, i prezzi alla pompa potrebbero rallentare. Ma con le accise che rappresentano quasi la metà del costo finale, ogni oscillazione del mercato ha un impatto limitato sul totale che paghi.
Il gasolio sopra i 2,13 euro al litro è un livello che inizia a pesare sulle aziende di trasporto e sui consumatori che usano il diesel. Se resta a questi valori per settimane, si trasferisce sui prezzi finali di beni e servizi. Non è un allarme — è meccanica economica.
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